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"È meglio fare un errore con tutto il tuo essere, che cercare di evitare gli errori con uno spirito tentennante. Responsabilità significa conoscere il piacere e il prezzo di una cosa, conoscere l'azione e le sue conseguenze, scegliere consapevolmente".


Ciao sono Gennaro Fiorentino. Quello che ho appena letto è un estratto dal libro " la via del guerriero di pace" di Dan Millman
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È stato difficile scegliere tre passaggi di questo che definirei un romanzo formativo.


Il libro parla del viaggio di un ragazzo, Dan, e del suo maestro Socrate. No, non sto parlando del filosofo greco, ma di un simpatico e arzillo vecchietto capace di balzare sul tetto di un distributore di benzina con un solo salto.


Mi sembra di sentirti, caro ascoltatore, hai una domanda che vuole assolutamente uscire.

Cosa? Ma hai detto che è un romanzo formativo. Quel salto che hai appena raccontato è degno di Matrix.

Ti risponderò alla fine del podcast


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Questo è buono, questo è cattivo, questo è un tavolo, questa è una sedia, questa è un'auto, questa è una casa, questo è un fiore, un cane, un gatto, un pollo, un uomo, una donna, un tramonto, un oceano, una stella. Le cose ti annoiano perché per te esistono soltanto come nomi. Gli aridi concetti della mente oscurano la tua percezione diretta". Allargò le braccia in un ampio gesto, come per abbracciare tutto quello che si stendeva sotto la volta di plexiglas della cupola. "Guardi tutte le cose attraverso un velo di associazioni relative alle cose, proiettate sulla percezione semplice e diretta. Hai 'già visto tutto', è come guardare un film per la ventesima volta. Vedi soltanto il ricordo delle cose, per questo ti annoi, intrappolato nella tua mente. Devi perdere la mente per ritornare ai tuoi sensi".


La definizione della mente e la sua pericolosità prendono molto spazio all'interno del libro. Per voi cos'è la mente? È sinonimo di pensiero, o indicano due cose diverse?


Lo so, lo so, sono tante domande. E il libro ne è pieno. E le risposte? Penso che ognuno possa trovare le sue. Personalmente il concetto di mente mi ha fatto dire: wow... se prendo in considerazione questo aspetto assume tutto un altro significato! E con tutto intendo tutto. È un salto di paradigma.



E Socrate continua:

"L'azione avviene sempre nel presente, perché è un'espressione del corpo e il corpo può essere soltanto nel presente. Ma la mente è come un fantasma che vive solo nel passato o nel futuro. Ha il potere di distogliere la tua attenzione dal presente."


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Parte del mio compito è mostrarti la brutta situazione in cui ti trovi e farti vivere l'esperienza più deludente della

tua vita". "Beh, grazie molte, amico", dissi seccato per quel cattivo augurio. "Non hai capito". Mi puntò contro una rapa, poi cominciò ad affettarla. "Disilluderti è il più grande regalo che posso farti. È a causa del tuo attaccamento all'illusione che consideri questa parola negativa. Quante volte avrai detto a un amico: 'Che delusione dev'essere stata!', quando invece dovresti festeggiare con lui. Delusione, disillusione significano

'liberarsi dall'illusione'. Ma tu ti aggrappi alle illusioni".


Ecco un altro passaggio che mi ha portato a chiudere immediatamente il libro per riflettere su ciò che avevo appena letto. Aggrapparci alle illusioni non ci permette di liberare il nostro vero potenziale. E quali sono le illusioni alle quali io mi aggrappo? Questo è solo uno degli esercizi che posso fare per migliorare come persona.


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Un altro esercizio è parlare al nostro Dan. Possiamo immaginare di avere due persone dentro di noi: uno è Dan, che rappresenta il giovane, carico di foga, con la voglia di cambiare. Che però non riesce a staccarsi da quello che è e dall'idea di quello che dovrebbe essere.

L'altro è Socrate, un guerriero di pace, consapevole e forte nel suo essere presente. Quando mettiamo in atto un comportamento che sappiamo essere nocivo, ascoltiamo il nostro Soc richiamare il nostro Dan. Pensare a come fargli apprendere la lezione ci permetterà di essere più consapevoli dell'errore quando ci ritroveremo nella stessa situazione.


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Ma adesso te lo avevo promesso, devo risponderti alla domanda che mi hai fatto all'inizio. Ed è lecita, è una domanda che ti accompagnerà per tutta la lettura.

È successo veramente quello che sto leggendo?


L'autore ce lo dice, in maniera esplicita. Dove? Alla fine del libro. Quindi la vera domanda non è se dovreste leggere o no questo libro, la vera domanda è: vado subito alla postfazione per sapere se è tutto vero, oppure mi godo il viaggio? Se è così importante la veridicità dei fatti raccontati in questo libro allora ti consiglio di chiuderlo e lasciarlo riposare, non è il momento giusto per leggerlo. Il momento arriverà quando il viaggio sarà più importante della destinazione, quando l'insegnamento avrà la priorità su come viene insegnato.